Chianti DOCG

Chianti D.O.C.G.

Quando si parla di Chianti si evoca un'immagine dal grande potere suggestivo, ricca di mille significati: si evoca un territorio, quello delle dolci colline del Chianti, dei cipressi che come sottili pennelli tratteggiano i viali che portano alle ville padronali e alle antiche fattorie. Si evoca tuttavia anche la zona vinicola più conosciuta nel mondo, quella del vino Chianti D.O.C.G.

Il territorio del Chianti

La zona del Chianti si estende su confini non ben definiti ma che grossomodo coincidono con quelli della breve catena montuosa delle Colline del Chianti, la cui vetta più alta è il Monte San Michele (893 metri sul livello del mare) nel comune di Greve in Chianti.

Il suolo, determinante nel marcare le diverse caratterisitiche dei vini da zona a zona, è costituito da un'alternanza di arenaria e calcari marnosi (Alberese) nei rilievi montuosi; un'alternanza di formazioni marnose, argillose e scistose nelle colline più alte; alternanza di ghiaie calcaree, sabbia e argilla nei rilievi collinari più bassi.

Storia del Chianti

Volendo cercare l'origine dei confini storici del Chianti, una prima definizione corrisponde a quelli che erano i tre comuni della medievale Lega del Chianti con il suo celebre gallo nero, ovvero gli attuali Castellina in Chianti, Radda in Chianti e Gaiole in Chianti. Una successiva definizione storica la troviamo poi nel "Bando Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d'Arno di Sopra" scritta nel 1716 da Cosimo III de'Medici, in cui venivano estesi i confini anche a Greve (oggi Greve in Chianti).

Qui Cosimo non solo definiva i confini della produzione, ma sanciva anche l'indissolubile legame fra territorio di produzione e qualità del prodotto. Se si aggiunge questo al fatto che sempre Cosimo, pochi mesi prima aveva istituito una Congregazione deputata a controllare che i vini non venissero adulterati durante la spedizione, proprio per assicurarne la qualità e la reputazione ("decoro della Nazione"), si può dire che Cosimo III aveva creato di fatto un primordiale disciplinare di produzione del vino Chianti.

Bisogna fare un salto di qualche secolo per arrivare al 1932, quando viene costituita la zona vinicola Chianti. Si estesero quindi i confini originari della produzione del Chianti - compresi da quel momento nella sottozona Chianti Classico - ad altri comuni della provincia di Firenze.

Disciplinare Chianti DOCG

La Denominazione di origine controllata e garantita Chianti risulta oggi estesa ad un territorio molto vasto che copre sei delle province toscane (Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Pistoia, Prato), rappresentate dalle seguenti sottozone:

Chianti Colli Aretini
Chianti Colli Fiorentini
Chianti Colli Senesi
Chianti Colline Pisane
Chianti Montalbano
Chianti Montespertoli
Chianti Rufina

I vitigni ammessi nel Disciplinare della denominazione Chianti D.O.C.G. vedono regnare come assoluto protagonista il Sangiovese, che in Toscana trova le sue massime espressioni sia nel Chianti DOCG che nel Brunello di Montalcino DOCG, nel Nobile di Montepulciano DOCG e in molte altre denominazioni della Toscana.

Il vitigno, che si caratterizza per un colore rubino piuttosto scarico, al naso è dominato dal tipico sentore di violetta e in bocca è austero e deciso, deve partecipare per almeno l'80% del blend.

Sono inoltre ammessi numerosi altri vitigni complementari a bacca rossa ammessi per la Regione Toscana, anche se prevalentemente gli uvaggi vengono fatti con altri vitigni autoctoni come il Colorino, il Canaiolo, o con vitigni internazionali come il Merlot e il Cabernet sauvignon. É inoltre possibile aggiunge vitigni a bacca bianca (solitamente si usa il Trebbiano) ammessi per un massimo del 10%.

La denominazione prevede tre tipologie di Chianti DOCG:

Chianti DOCG
Chianti Superiore DOCG
Chianti Riserva DOCG

Abbinamenti con il cibo del Chianti D.O.C.G.

Gli abbinamenti migliori, come quasi sempre accade, vanno cercati nella cucina tipica locale. Nelle tipologie con affinamento più breve, il Chianti Docg si abbina bene con la ribollita, con formaggi mediamente stagionati e con carni rosse alla brace. Impossibile non pensare alla bistecca alla fiorentina.

Per la tipologia Chianti DOCG Riserva, con minimo due anni di affinamento, gli abbinamenti migliori vanno cercati nella grande tradizione dei piatti di selvaggina, dove la maggiore intensità dei sapori bene si sposa con la struttura del vino.

Caratteristiche del territorio del Chianti in dettaglio